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Volte di stucchi sofisticati come esemplari di oreficeria, pitture raffinate e preziose che vantano uno stile unico (e sfoggiano anche qualche scena erotica), una complessità di ambienti architettonici che un tempo ne facevano una delle più lussuose residenze suburbane d'età augustea, i cui resti vennero scoperti lungo le sponde del Tevere durante i lavori per la costruzione degli argini nel 1879. GUARDA IL VIDEO
Tornano visibili le stanze affrescate della villa romana nota come Villa della Farnesina nel nuovo allestimento a Palazzo Massimo, che punta a ricreare la disposizione originale del complesso in una sequenza "verosimile".
"Dopo anni di straordinario restauro gli affreschi e i mosaici della Villa della Farnesina hanno ripreso vita - dice la direttrice di Palazzo Massimo Rita Paris - Dal primo allestimento del 1998, l'epoca dell'inaugurazione di Palazzo Massimo, le esigenze di ammodernamento scientifico e didattico ci ha spinto ad un progetto che si è intensificato nell'ultimo anno per essere messo in opera negli ultimi due mesi". E non mancano nuove ipotesi interpretativi di alcuni decorazioni, annunciate da Rita Paris, come il fregio del grande triclinio."È straordinario - dice Paris - un sistema monocromo apparentemente semplice dove spicca un impianto architettonico fantastico, le colonnine esili tengono le cariatidi, che ritmano le pareti sostenendo ghirlandine e inquadrando paesaggi a campo libero. La parte descrittiva è affidata al fregio. A mio avviso si tratta di scene popolari. Siccome ricorre una figura in trono che sembra la più importante, si e' sempre pensato che fossero scene di giudizio. Ma per me è improbabile. Piuttosto scene di vita popolare, di vita vissuta. Io ho notato anche dei giochi gladiatori e mi riserbo di approfondirli,aprendo una nuova ipotesi".
IL PERCORSO - Il pubblico potrà ripercorrere il lungo "Criptoportico" che collegava le due ali della casa, dove i frammenti degli affreschi molto lacunosi sono inseriti nella ricomposizione dell'impianto architettonico. Quindi si è introdotti ai due "cubicula", le stanze da letto, che si disponevano intorno all'impluvium-atrio dove si raccoglieva l'acqua piovana: "Stanze che - come descrive Rita Paris - si aprivano sul giardino, un hortus conclusus dove le vegetazioni continuavano illusionisticamente nelle decorazioni sulle pareti". Spiccano scene con vasche con acqua zampillante e sedili, gli elementi di arredo del giardino.
Splendidi, i cubicula, ambienti che per le dimensioni ristrette devono essere visitati da gruppi contingentati, sfoggiano la ricostruzione degli affreschi tra anticamera e alcova, con le volte stuccate e i mosaici sul pavimento. Espongono "Il massimo del fasto criticato da Vitruvio - racconta Paris - Il rosso che domina sulle pareti era segno di lusso, frutto di materiali molto costoso tanto che si richiedeva una clausola a parte nel contratto". Come dice Paris, la pittura ha una stile collegabile a quello pompeiano (fine del secondo stile pompeiano): "Insieme alla Casa di Augusto non ha eguali, è uno stile innovativo - dice Paris - una vera e propria pinacoteca, ricca di dettagli.
All'interno di un sistema architettonico appaiono inseriti copie di famosi quadri d'epoca ellenistica che circolavano negli edifici pubblici. I temi variano dalla mitologia al teatro, alla vita quotidiana. Spiccano anche quadretti riprodotti con sportelli illusionistici aperti. E si individuano scene di conversazione intima-erotica dove gli uomini sono a torso nudo con pelle scura, e le donne discinte semivelate con pelle più chiara. E si entra nella Sala del Tricilinio (9,60 metri per 5) che prevedeva tre letti ai lati una grande mensa centrale. Quello esposto è il triclinio invernale che, come indicava Vitruvio, ha le pareti di colore scuro per mantenere il calore dai raggi e a contenere lo sporco dei bracieri.
Sul pavimento spiccano grossi frammenti di mosaici policromi di cubi e meandri prospettici. Gioiello dell'allestimento è l'illuminazione sperimentale con un sistema biodinamico presente in tutti gli ambienti che riproduce gli effetti di temperatura e colore che la luce dl sole ha durante la giornata, condensato in cento secondi. Si prosegue, poi, nel corridoio dove spicca una decorazione scandita con esili colonne che sorreggono cariatidi che reggono festoncini e sostengono con la testa l'attico che accoglie quadretti con scene di paesaggio alternate a maschere di teatro, dove spicca un'unica scena di paesaggio marittimo, interpretata come la Battaglia di Azio. E si arriva alla terza stanza da letto con una pianta strana e una decorazione che richiama il mondo femminile e i culti orientali. "Gli stucchi sulla volta hanno un lavorazione talmente raffinati da essere stata paragonata a un saggio di oreficeria", dice Paris. Si chiude con una saletta relax di approfondimento multimediale sulla Villa.
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