Sunday, September 05, 2010
   
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L’arte del Sahara preistorico

Il deserto del Sahara - Fonte WikipediaIl Sahara per chi lo visita, è un luogo di grande fascino, ma allo stesso tempo incute timore. L’aridità del suo territorio, la vastità dello stesso, le temperature estremamente elevate, l’assenza di flora e la quasi totale assenza di acqua, impressionano come pochi altri luoghi al mondo. Esso sembra un luogo quasi monotono sempre uguale nel suo paesaggio, senza vita, e fa pensare che non ve ne sia mai stata. 

Ma in realtà esso è un luogo variegato, che in tempi remoti era colmo di vita, frequentato da popolazioni umane che trovarono in tali luoghi le risorse naturali occorrenti alla propria sopravvivenza.
Il Sahara deriva il suo nome  dall’arabo “Sahrà” ovvero Fulva, dal colore della sua sabbia, e si estende su una superficie di 8.000.000 di chilometri quadrati, per una lunghezza pari a 4000 chilometri, dall’oceano indiano al mar Rosso, e per una lunghezza che oscilla tra i 1500 ed i 200 chilometri dalle coste del mediterraneo alle regioni centrali dell’Africa.

 


Immagine satellitare del SaharaIl paesaggio del deserto
La diversificazione del suo aspetto si identifica in quelli che sono i vari tipi di deserto: L’Hamada, deserto di roccia, dove i venti hanno intagliato gole e pinnacoli in lisce e vaste pareti.

Il Serir, deserto formato da uno strato di ciottoli e ghiaia, ove anche l’andatura per i quadrupedi diviene difficoltosa per la fitta distesa sassosa.

L’Erg conosciuto anche come Idean, formato dalle caratteristiche dune di sabbia sempre in movimento per via del vento, e tipico del Sahara Centrale.

Imponente poi l’idrografia superficiale, rappresentata da una rete di valli e letti di paleofiumi che in arabo sono detti Widian, al plurale Wadi.

Eppure questo paesaggio cosi diversificato, ma caratterizzato sempre da una estrema aridità, 20.000 anni fa sarebbe apparso agli occhi di un osservatore molto diverso da oggi.

Fiumi di varie dimensioni, ricchi di fauna fluviale, temperature miti, ampie e verdi savane, alternate a boscaglia, e sui rilievi montuosi una ricca e variegata flora.

Con un territorio con tali caratteristiche fu normale l’occupazione umana, la quale fu caratterizzata da percorsi culturali originali, a volte precoci ed anche autonomi sul piano delle innovazioni economiche, sociali e tecnologiche rispetto ad altre comunità dello stesso periodo esterne a tale contesto territoriale.



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